L’ANTIFASCISMO SI E’ ARRESO

L’antifascismo finalmente si è arreso, malato di multiculturalismo e di buonismo e di rancore anti democrazie liberali, ha deciso di arrendersi al suo compito di religione laica della Repubblica Italiana (nata dalla Resistenza e cresciuta con i dogmatici della Costituzione). Non si è arreso a noi (post-fascisti, post-missini dalle mille sfumature, vecchia e nuova Destra, che votano F.I. con il portachiavi del Duce in tasca o che non votano perché“anche Mussolini oggi non basterebbe”). Si è arresa all’islamismo estremista, ai soprusi delle minoranze etniche scambiate per diritti inviolabili, alla genetica incapacità di capire che siamo nel XXI secolo e il nuovo pericolo per l'Italia non è un ragazzo che fa il saluto romano, ma è la strage di Parigi, un Rom armato di coltello, uno sgozzamento visibile su internet o un siriano che tocca il culo ad un ragazza Italiana. Non per il reato in se stesso, ma per il contesto in cui questi fatti (pur di diversa gravità) vengono perpetrati.

La Repubblica Democratica e Antifascista Italiana si è arresa ufficialmente a Bolzaneto mercoledì 5 gennaio. Non quando un gruppo di balordi ha aggredito gli occupanti in un’altra macchina. Ma quando alle forze dell’ordine è stato impedito di entrare nel campo nomadi, dove i balordi si erano rifugiati.

Se fosse successo 40 anni fa, in antifascismo in auge e vigente e un gruppo di balordi, dopo aver picchiato dei passanti, si fosse rifugiato in una sede missina. La polizia non si sarebbe ritirata. Avrebbero aspettato un reparto celere e sarebbero entrati con la forza, tutti gli occupanti sarebbero stati identificati e denunciati per concorso in reati vari e favoreggiamento, la sede perquisita da cima a fondo e quanto sequestrato messo in bella mostra alla stampa a modo di trofeo di guerra. Sarebbero seguiti giorni di caccia al fascista e sedi di Destra assediate e date alle fiamme.

Era la normalità: eravamo considerati i “figli del male” e l’antifascismo riteneva di avere il diritto/dovere di estirparci, ribadendo il suo ruolo di religione laica e di regime che non voleva riconoscere i diritti civili a chi aveva perduto la guerra e ai suoi epigoni.

E, per strano destino, dopo la resa delle istituzioni (nate appunto dalla resistenza e dall’antifascismo), a difendere quello che resta dell’Italia e dell’Europa con tutti i suoi difetti e degenerazioni, siamo rimasti noi. Forse perché amiamo Voltaire, le battaglie di Pannella, il diritto di voto, la parità tra uomo e donna, la democrazia rappresentativa: in altre parole nonostante tutto amiamo, molto più di quanto vogliamo ammettere, la LIBERTA’ in tutte le sue sfaccettature e questa ITALIA depredata ed inquinata moralmente materialmente.

Questa ITALIA , (non donna di province, ma bordello) satellite dell’americanismo e colonia dell’unione europea, è comunque la nostra PATRIA e per essa ci batteremo.


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