14 agosto 2018: 43 anime nel cuore

Competenza, Passione e un cuore che batte a Destra.

14 agosto 2018: 43 anime nel cuore

L’umanità da ritrovare

La “news” è vecchia e sempre la stessa: un magistratura ferma, per cui non si è giunti nemmeno al primo grado di giudizio e 43 anime con famiglie, amici, parenti e conoscenti che ancora debbono rivivere questo incubo apparentemente senza soluzione. Certo, il processo non riporterebbe in vita le vittime di una strage tanto inspiegabile quanto prevedibile, ma il pensiero nessuno paghi per il doloso atto di incuria perpetuata a fronte di vantaggi economici è un’ulteriore ferita alla memoria di coloro che abbiano pagato con la vita e chi è rimasto a piangere i propri cari. Un ulteriore azione di violenza nei loro confronti.

Sono vicino a tutte le persone che soffrono, non solo in questo giorno, ma ogni giorno. Ad Egle Possetti, coraggiosa rappresentante delle famiglie delle vittime che, nonostante il dolore insopportabile della perdita, è sempre pronta a “non far dimenticare”: troppo facile lasciare scorrere gli anni e sperare che tutto si risolva. La sua voce conduce ai cuori di tutti noi e crea quell’indignazione che dovrebbe servire a dare una svolta, a portare avanti la “battaglia” per la giustizia. Eppure sembra che ad ascoltare ci sia solo gente comune o rappresentanti locali. Che a livello nazionale si continui a voltare la faccia per… per cosa? timore? reverenza? collusione?

Un’unica parola: vergogna!

 

 

L’aspetto politico

Ricordate quando il M5S affermava “spezzeremo le reni ai Benetton”?

Sono passati 3 anni ed ancora la situazione rimane immutata. Una nazione che abbia perso la sovranità non può certo far pagare, giustamente, ai Benetton ed alle società che hanno in mano Autostrade, quello che possiamo definire un gravissimo massacro, un pluriomicidio e gli altri e conseguenti ingenti danni arrecati in questi anni come l’interruzione di viabilità e la paralisi delle autostrade e di conseguenza delle città; i danni finanziari alla regione ed alla vita di ognuno. 

Manca la sovranità di una nazione nei confronti di una società privata per prendere i giusti provvedimenti nell’interesse nazionale ed il controllo della rete autostradale, tenuto conto come in questi anni non si sia investito in trasporti alternativi, per esempio su ferro. Abbiamo una rete ferroviaria antica che evidentemente non si vuole né rinnovare né potenziare. I liguri – ma non solo – sono costretti a lunghe code. Oltre al gravissimo danno nei confronti degli utenti, abbiamo anche un grave problema di impatto ambientale: le lunghissime code si riflettono anche nell’emissione di CO2. In un momento in cui il “green” è sulla bocca di tutti, la problematica di inquinamento spaventa e viene affrontata ovunque, un’autostrada che funzioni al meglio, coadiuvata da sistemi alternativi efficaci ed efficienti, potrebbe aiutare l’ambiente, in particolare del nostro paese.